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Sistema Politico |
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La Nigeria, il Paese più popoloso dell'Africa (128 milioni di abitanti), è una Repubblica Federale composta da 36 stati autonomi. Secondo la Costituzione del maggio ’99, il presidente della Repubblica, nonché capo del governo, è eletto a suffragio universale per 4 anni e può candidarsi soltanto per un secondo mandato. Il Parlamento è costituito dalla Camera dei Rappresentanti (346 membri) e dal Senato (109 membri), e detiene il potere legislativo. Deputati e Senatori sono eletti a suffragio universale ogni 4 anni.
L’attuale Presidente della Repubblica è Olesegun Obasanjo, eletto la prima volta il 29 maggio 1999 e riconfermato nelle elezioni del 19 aprile 2003. Nel maggio dello stesso anno il suo partito, il Partito Democratico del Popolo (PDP), ha ottenuto la maggioranza assoluta nelle due Camere. Obasanjo, militare in pensione, aveva già ricoperto la carica di presidente della Repubblica fra il 1976 e il 1978, dopo l'assassinio nel 1976 di Murtala Mohammed, il generale che aveva guidato il putch del 1975 e instaurato il regime militare.
Il sistema giudiziario è fondato sul modello inglese del Common Law, sulla Sharia, in vigore nella maggior parte degli stati del nord, e sulle consuetudini tribali.
Divisione amministrativa: 36 stati e il territorio della capitale. |  |
| Popolazione |
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La popolazione nigeriana è di 128.771.988 abitanti (2005), composta da circa 250 gruppi etnici, di differenti religioni e localizzazioni all’interno del paese. I più importanti sono gli yoruba (17,5%), seguiti dagli hausa (17%), dagli ibo (13,3%), i fulani (11%), gli ibibio (4%) e i kanuri (3,6%). La religione maggioritaria è l’Islam (43%), seguiti dagli animisti (19%), e dai cristiani, divisi nelle varie Chiese (cattolica, anglicana, etc.) per un totale del 20%. Sussistono poi altre minoranze religiose che si aggirano intorno al 3%. La lingua ufficiale è l’inglese, ma sono comunemente usati l’hausa, l’ibo e lo yoruba.
Distribuzione per fasce di età: da 0 a 14 anni, 42,3%; da 15 a 64 anni, 54,6%; da 65 anni in su, 3,1%. (2005) |   |
| Geografia |
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Superficie: 923.768 kmq (totale); 910.768 kmq (escluse le acque interne). Posizione: sulla costa meridionale dell’Africa occidentale. Paesi confinanti: a ovest Benin, a nord Niger, a est Ciad e Camerun. Topografia: 4 regioni dividono la Nigeria da oriente a occidente; una palude costiera larga dai 16 ai 95 km, una foresta tropicale pluviale ampia dagli 80 ai 160 km, una zona di altopiani di savana e terreni boschivi e una parte semidesertica a nord. Capitale: Abuja. Principali città: Lagos, Ibadan, Ogbomosho. |   |
| Relazioni Internazionali |
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La contesa territoriale per la penisola di Bakassi con il Camerun rappresenta l’unica situazione di conflitto internazionale della Nigeria. Malgrado il 10 ottobre 2002 la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ne abbia stabilito l’appartenenza al Camerun, il governo nigeriano ha presentato un ricorso che mantiene tesa la situazione fra i due paesi. È da sottolineare che già dopo l’indipendenza, nel 1961, un referendum svoltosi nel Camerun sotto amministrazione fiduciaria inglese sancì l’annessione della regione settentrionale del paese alla Nigeria mentre quella meridionale al Camerun, sotto amministrazione fiduciaria francese.
Il più importante conflitto che il paese abbia conosciuto è però la guerra del Biafra, iniziata nel 1967 dopo l’abolizione del sistema federale operata dal generale Yakubu Gowon, all’epoca presidente di una giunta militare. La Repubblica del Biafra, con a capo il colonnello Odumegwu Ojukwu si proclamò indipendente scatenando così una vera e propria guerra fra due Stati, durante la quale furono impiegati mercenari e si ebbero numerose stragi di civili. La guerra terminò con la sconfitta del Biafra il 15 gennaio 1970.
Recentemente, le tensioni fra i vari Stati della federazione e le loro popolazioni sono sovente sfociate in conflitti a bassa intensità, non paragonabili a quello del Biafra. In particolare, sono da sottolineare gli antagonismi religiosi fra il nord, prevalentemente islamizzato, e il sud del paese, animista e cristiano. E’ indicativa, a questo proposito, la rivolta musulmana del novembre 2002, quando in occasione dello svolgimento in Nigeria del concorso di “Miss Mondo 2003”, gli scontri fra i diversi gruppi etnici e religiosi hanno causato circa 200 morti. Inoltre, nello stesso 2002, gli scontri intercomunitari negli Stati di Plateau, Gombe e Adamawa hanno provocato l’esodo di più di 50.000 persone.
Membro delle seguenti organizzazioni: ACP, AfDB, AU, C, ECOWAS, FAO, G-15, G-24, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICFTU, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, ISO, ITU, MIGA, MINURSO, MONUC, NAM, OIC, ONUB, OPCW, OPEC, PCA, UN, UNAMSIL, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNITAR, UNMEE, UNMIK, UNMIL, UNMOVIC, UNOCI, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WToO, WTO. |   |
| Profilo storico |
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Il Nord dell’attuale Nigeria fece parte, fra l’VIII e il XVII secolo, dell’importante impero dei Kanem-Bornu, al quale erano assoggettate soprattutto le popolazioni kanuri. Gli haussa, invece, sempre nelle regioni settentrionali, fondarono fra il X e il XIII secolo, una serie di regni indipendenti talvolta organizzati intorno a delle vere e proprie città-stato. Fra il 1200 e il 1400, in seguito alla migrazione verso sud di popolazioni provenienti dalle regioni maliane, gli haussa furono islamizzati. Intorno all’inizio del XIX secolo, nello Stato di Gobir, Shehu Usman Dan Fodio, alim di stirpe Peul, proclamò la guerra santa contro gli haussa determinando la fine del loro impero e la sostituzione con un vasto regno peul che finì per inglobare tutti i piccoli Stati limitrofi, più o meno autonomi.
Se la presenza europea nella regione risale al XV secolo, grazie ai portoghesi che intrattenevano relazioni commerciali coi vari regni indipendenti del territorio, la vera e propria dominazione europea iniziò con la conquista inglese di Lagos, nel 1862. La Gran Bretagna s’assicurò il predominio della regione grazie alla penetrazione delle sue compagnie commerciali e ai trattati di protettorato che impose ai capi locali grazie ai quali, alla Conferenza di Berlino del 1885, poté rivendicare il possesso dell’attuale Nigeria.
Malgrado l’opposizione armata di alcuni signori locali, nel 1906 il territorio nigeriano divenne colonia della Corona britannica; ad esso s’aggiunse, nel 1922, una parte del Camerun ex-tedesco, affidato dalla Società delle Nazioni in amministrazione fiduciaria alla Francia e Gran Bretagna. Ottenuta l’indipendenza il 1° ottobre 1960, la Nigeria entrò a far parte del Commonwealth nel 1963.
Nel 1966, due colpi di stato succedutesi nel giro di pochi mesi portarono al potere i militari, i quali abolirono la forma federativa in favore di uno Stato centralizzato. Capo della giunta militare era il generale Yakubu Gowon, il quale dovette affrontare anche la guerra contro lo Stato del Biafra. Alla fine del conflitto, Gowon ripristinò la struttura federale dello Stato, ma nel 1975 fu rovesciato dal già citato generale Murtala Mohammed.
Nell’agosto del 1978 il potere ritornò ai civili, con la vittoria alle elezioni del Partito Nazionale capeggiato da Alhaji Shehu Shagari, eletto Presidente della Repubblica per due volte, nel 1979 e nel 1983. Nel 1984 un nuovo putsch riportò al potere i militari col generale Ibrahim Babagida che conservò la guida del paese fino ai primi anni ’90, uscendo vincitore da un’impressionante serie di tentativi golpisti, il più importante dei quali fu quello del 22 aprile 1990, risoltosi con un bagno di sangue. Il 17 novembre 1993 il generale Sani Abachi concentrò il potere nel Consiglio Provvisorio di Governo instaurando una dittatura finita l’8 giugno 1998, giorno della sua morte. E’ solo dopo la fine del regime di Abachi che il governo della Nigeria è ritornato ai civili, seppur guidati, dalle elezioni del ’99, da un ex militare in pensione.
Un aumento del 60% del prezzo mondiale del greggio dall'inizio del 2004 ha portato, in autunno, allo scoppio di violenti disordini nel paese. Il Nigeria Labour Congress (NLC), il sindacato nazionale nigeriano, ha indetto uno sciopero generale di quattro giorni per protestare nei confronti della Shell, la compagnia anglo-olandese che si aggiudica giornalmente la metà dei 2.5 milioni di barili esportati. Anche il Governo, nonostante abbia recentemente introdotto un certo numero di sovvenzioni e riduzioni fiscali, è accusato di non fare abbastanza per allievare l'impatto del recente rialzo nei prezzi del petrolio. Le agitazioni sindacali della Nigeria, settimo produttore di petrolio al mondo, determinano una situazione di instabilità, con conseguenze sull'intero settore. |   |
| Economia |
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La maggiore risorsa del paese è il petrolio, la cui produzione è controllata in maggior parte dalle multinazionali americane ed europee. Esistono inoltre importanti riserve di gas naturali e minerali vari. Il settore industriale comprende raffinerie, centrali elettriche di origine idriche, centri siderurgici, metallurgici, per la produzione di pneumatici e la lavorazione del legno, oltre a cementifici e stabilimenti tessili. Il settore terziario è indirizzato particolarmente all’esportazione del petrolio con un indotto importante.
Industrie: petrolio, mineraria, olio di palma, arachidi, cotone, caucciù. Principali prodotti agricoli: cacao, arachidi, olio di palma, mais, riso, sorgo, miglio, cassava, caucciù, patata dolce. Risorse naturali: gas naturale, petrolio, stagno, ferro, carbone, calcare, piombo, zinco, columbite. |   |
| Finanza e Commercio |
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Unità monetaria: Naira (NGN). Prodotto interno lordo (2004): 125,7 miliardi di US$. PIL pro capite: 1.000 US$. Valore delle importazioni (2004): 17,14 miliardi di US$; dagli Stati Uniti 9,1%, dalla Cina 8,8%, dal Regno Unito 8,7%. Valore delle esportazioni (2004): 33,99 miliardi di US$; verso gli Stati Uniti 48,2%, verso l'India 8,1%, verso la Spagna 7,4%. |   |
| Trasporti |
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Rete ferroviaria: 3.556 km. Autoveicoli (1997): 52.300 autovetture, 13.500 veicoli commerciali. Aviazione civile: 36 aeroporti. Porti principali: Port Harcourt, Lagos, Warri, Calabar. |   |
| Comunicazioni ed Informazioni |
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Televisori: 69 per 1.000 ab. Radio: 226 per 1.000 ab. Linee telefoniche: 702.000. Giornali quotidiani: 24 per 1.000 ab. Internet: 200.000 utenti. |   |
| Sanità |
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Il tasso di crescita della popolazione è del 2,37% (2005). L'aspettativa di vita media alla nascita è di 47 anni. Nati (per 1.000 ab.): 40,65. Morti (per 1.000 ab.): 17,18. (2005) |   |
| Istruzione |
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Istruzione obbligatoria: da 6 a 12 anni di età. Alfabetizzazione: 68%. |   |
| Ambasciata |
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Ambasciata nigeriana in Italia: Via Orazio, 14/18 - 00193 Roma. Tel. 066896243 066896231 066896514 - Fax 066832528. E-mail embassy@nigerian.it.
Rappresentanza italiana in Nigeria: Ambasciata d'Italia. Indirizzo: 21st Crescent, OFF CONSTITUTION AVENUE, CENTRAL BUSINESS DISTRICT, ABUJA.
Tel: 0023495244036
Fax: 5244034
Homepage: www.ambabuja.esteri.it
E-mail: ambasciata.abuja@esteri.it |   |
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