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Sistema Politico |
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Il Senegal è una Repubblica il cui Presidente, secondo la riforma costituzionale del 2001, è eletto a suffragio universale per cinque anni. Il Parlamento (Assemblée Nationale) si compone di 120 deputati. Il sistema giudiziario è essenzialmente basato sul modello francese. L’attuale Presidente della Repubblica è Abdoulaye Wade, in carica dal 1 aprile 2000, il Primo Ministro è Macky SALL (dal 21 Aprile 2004)
Divisione amministrativa: 11 regioni. |  |
| Popolazione |
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La popolazione è costituita da 11.126.832 abitanti (2005). La maggioranza dei senegalesi è di etnia wolof 43,3%, Pular 23.8%, Serer 14.7%, Jola 3.7%, Mandinka 3%, Soninke 1.1%, Europei e Libanesi 1%, altri 9.4%. La religione prevalente è l’Islam sunnita (94%), alla quale si affiancano gruppi di animisti (4% ca) e di cristiani (2% ca). Lingua ufficiale è il francese, ma sono diffusi anche il wolof e alcuni idiomi sudanesi.
Distribuzione per fasce di età: da 0 a 14 anni, 42,8%; da 15 a 64 anni, 54,1%; da 65 anni in su, 3%. |   |
| Geografia |
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Superficie: 196.190 kmq. Posizione: estremità dell’Africa occidentale. Paesi confinanti: Mauritania a Nord, Mali a est, Guinea e Guinea Bissau a sud, il Gambia a vest, che è completamente circondato dal Senegal. Topografia: una pianura ondulata copre la maggior parte del Senegal, ad eccezione di qualche rilievo a sud-est. Paludi e giungla si sviluppano a sud-ovest. Capitale: Dakar. |   |
| Relazioni Internazionali |
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Colonia francese, il Senegal è diventato indipendente federandosi con il Mali, il 20 giugno 1960. La “Federazione del Mali” durò però soltanto alcuni mesi, e il Senegal se ne distaccò l’11 settembre dello stesso anno assumendo la forma di Repubblica indipendente con a capo Léopold Sedar Senghor. Il 1° gennaio 1982, un accordo con la Gambia crea la “Federazione del Senegambia” che ha vita molto breve e non genera mai la fusione reale fra i due paesi, che mantengono istituzioni e governi indipendenti. Nel 1989 la “Federazione del Senegambia” è unilateralmente dichiarata decaduta da Abdou Diouf, l’allora presidente del Senegal.
Fra l’altro, è molto probabile che il governo della Gambia abbia un ruolo destabilizzatore nella crisi del Casamance, che pretende il distacco da Dakar con le armi. Dopo alcuni mesi di tregua, nel gennaio 2003 il Movimento delle Forze Democratiche del Casamance (MFDC), formazione indipendentista della regione attiva dal 1982, riprende gli attacchi ai soldati governativi. La guerriglia del Casamance subisce una breve battuta d’arresto in maggio ’82 in seguito al decesso di Sidy Badji, uno dei leader storici dell’MFDC. Malgrado il vertice di Dakar fra Wade e una delle figure storiche dell’MFDC, padre Augustin Diamacoune, il 4 maggio 2003, la guerriglia non ha cessato gli attacchi alle truppe governative.
La Repubblica del Senegal è stata inoltre sull’orlo della guerra con la Mauritania nel 1989, in seguito ad atti di grave intolleranza subiti dai senegalesi emigrati del paese confinante e poi espulsi. E’ a questo punto che Dakar appoggia varie incursioni di guerriglieri senegalesi in Mauritania schierando, al confine Nord, consistenti truppe governative senza che però il conflitto latente sfoci in un vero e proprio scontro armato fra i due paesi.
Attualmente, il Senegal è impegnato nell’attuazione del programma per una “Nuova partnership per lo sviluppo africano” (Nepad) assieme all’Algeria, alla Repubblica sudafricana e alla Nigeria. Membro delle seguenti organizzazioni: ACCT, ACP, AfDB, AU, ECOWAS, FAO, FZ, G-15, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICFTU, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, ISO (corrispondente), ITU, MIGA, MONUC, NAM, OIC, ONUB, OPCW, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNMIK, UNMIL, UNMOVIC, UNOCI, UPU, WADB (regionale), WAEMU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WToO, WTO. |   |
| Profilo storico |
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Le prime notizie scritte sul territorio sono dello storico arabo al-Bakri, il quale, nel 1068, aveva descritto un regno dei Tekrùr, inglobante i territori di una parte dell’attuale Mauritania, lungo il basso corso del fiume Senegal. Nel 1444, Alvise de Cà de Mosto, navigatore veneziano, e il portoghese Dinis Dias entrarono in contatto con alcuni signori locali instaurando fruttuose relazioni commerciali. A partire da questo momento, varie nazioni europee si disputarono il controllo dell’isola di Gorée, dove fu impiantata una fortezza oggetto di litigi fra portoghesi, francesi, olandesi e inglesi. Strategicamente importante per il commercio degli schiavi, l’isola distrasse gli europei dall’occupazione del territorio dove continuavano ad esistere regni autoctoni, solo in parte islamizzati. L’abolizione della schiavitù nel 1848 diede una nuova prospettiva alle potenze coloniali, che cominciarono ad interessarsi alla valorizzazione agricola delle regioni interne realizzando vaste piantagioni nella vallata del fiume Senegal. Fu il governo di Parigi ad avere la meglio sugli altri concorrenti europei, iniziando una lenta opera di penetrazione che condusse alla fondazione di Dakar, nel 1854, utilizzata come porto insieme alla preesistente Saint-Louis du Sénégal.
I francesi fecero del Senegal il centro dell’amministrazione dell’intera Africa Occidentale Francese, fissandone la capitale prima a Saint-Louis e successivamente a Dakar. Le relazioni fra colonia e madrepatria apparivano, all’inizio del ‘900, quasi idilliache, anche grazie ad una certa prosperità economica derivante dalla scoperta di un procedimento per estrarre l’olio dall’arachide, ampiamente coltivato in Senegal.
Nel 1914 fu eletto il primo deputato senegalese all’Assemblée Nationale di Parigi, Blaise Daigne. Nella stessa capitale francese Léopold Sedar Senghor, “padre della patria”, studiava e gettava le premesse per l’indipendenza, elaborando il concetto di “negritudine”. Senghor affermò la necessità di elaborare una cultura e una storia africana che avrebbe posto termine ai miti importati dalla potenza coloniale ed esogeni alla realtà del suo paese. Léopold Sedar Senghor guidò il suo paese verso l’indipendenza dalla Francia, ottenuta nel 1960 entrando per pochi mesi nella “federazione del Mali”. L’11 settembre 1960 il Senegal diventa Repubblica indipendente e Senghor è nominato Presidente, carica che manterrà fino al 31 dicembre 1980, quando gli successe il suo ex Primo Ministro, Abdou Diouf. Abdoulaye Wade vince le elezioni di marzo 2000, mettendo fine ai 40 di governo del Partito Socialista, alle elezioni di aprile 2001 il partito del Presidente Wade, Partito Democratico Senegalese, vince la maggioranza dei seggi parlamentari. |   |
| Economia |
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A parte la monocultura delle arachidi, la cui importanza è andata via via scemando, l’economia senegalese è basata su altre colture tradizionale e soprattutto sulla pesca, che alimenta l’export verso i paesi dell’area e l’Europa, e genera un importante settore industriale alimentare. Sono inoltre presenti importanti giacimenti di fosfati con conseguenti indotti industriali. Il turismo rappresenta, infine, un’altra fonte di reddito che assume sempre maggiore rilevanza. |   |
| Finanza e Commercio |
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Unità monetaria: franco (CFA). Prodotto Interno Lordo: 18,36 miliardi di US$ (2004). PIL pro capite: 1.700 US$ (2004). Valore delle importazioni: 2.128 miliardi di US$ (2004); dalla Francia 26,2%, dalla Nigeria 12,1%, dalla Thailandia 5,3%. Valore delle esportazioni: 1.374 miliardi di US$; verso l'India 13,8%, versola Francia 10,6%, verso il Mali 10%. |   |
| Trasporti |
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Rete ferroviaria: 906 km. Rete autostradale: 14.576 km. Aviazione civile: 102,2 milioni di passeggeri-km, 7 aeroporti. Porti principali: Dakar, Saint-Louis. |   |
| Comunicazioni ed Informazioni |
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Il Paese gode di un buon sistema di telecomunicazioni. Secondo stime del 2003 sono 228.800 le linee telefoniche in uso, mentre 225.000 coloro che usufruiscono della rete internet. |   |
| Sanità |
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Il tasso di crescita della popolazione è del 2,48% (2005). Nati (su 1.000 persone): 35,21. Morti (su 1.000 persone): 10,6. L'aspettativa di media alla nascita è di 56,75 anni. |   |
| Istruzione |
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Alfabetizzazione: 40,2% (2003). Scuola: obbligatoria dai 7 ai 13 anni. |   |
| Ambasciata |
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Ambasciata senegalese in Italia: via Giulia 66, 00186 Roma, tel. 066872381, fax 0668219294.
Ambasciata d'Italia in Senegal. Indirizzo: Rue Alpha Achamiyou Tall - c.p.18524 - B.P.348 - Dakar
Tel: 00221 8220578, 8220076
Fax: 00221 8217580
Homepage: http://sedi.esteri.it/dakar/
E-mail: ambasciata.dakar@esteri.it |   |
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