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Unione Africana (UA: Union Africaine/União Africana – AU: African Union)
L’Unione Africana è erede dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OUA). Essa è composta dai 53 paesi africani, facenti precedentemente parte dell’OUA. La sede dell’Unione Africana è a Addis Abeba, in Etiopia. Il suo Segretario Generale è, dal 16 settembre 2003, il Presidente del Mozambico Joaquim Chissanò. Le lingue di lavoro dell’Unione sono, secondo l’Atto Costitutivo, tutte quelle africane più l’inglese, il francese, l’arabo e il portoghese.
Il Marocco, che ne era uno dei membri fondatori, è uscito dall’OUA nel 1984, in seguito all’ammissione della Repubblica Araba Sahrawi Democratica. Non fa quindi parte dell’UA.
Storia ed Obiettivi
Organigramma
Attività

Storia ed Obiettivi

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L’UA vede ufficialmente la luce durante il vertice dei Capi di Stato e di Governo di Durban (Sudafrica) il 9 luglio 2002. Essa sostituisce l’OUA, nata a Addis Abeba il 25 maggio 1963 in seguito alla riunione di 32 rappresentanti istituzionali degli stati africani in quel momento indipendenti.
La gestazione dell’Unione Africana dura 3 anni, dal vertice OUA di Syrte (Libia), del 9 settembre 1999, sotto la Presidenza del leader libico Muammar al-Gheddafi. Il summit si conclude con l’adozione di un documento nel quale si auspica una rifondazione dell’OUA per una nuova politica panafricana. L’Unione dovrebbe accelerare il processo d’integrazione del continente, e permettere l’intensificazione degli sforzi per la risoluzione dei problemi sociali, economici e politici accentuati dall’avanzare della globalizzazione. D’altra parte, la stessa Dichiarazione di Syrte è il risultato di tutta una serie di passi verso l’integrazione, quantomeno economica, del continente. E’ in questo contesto che viene firmato il Trattato di Abuja (Nigeria), del 1991, entrato in vigore 3 anni dopo e istituente la Comunità Economica Africana (CEA), il cui obiettivo principale era quello di creare un Mercato Comune Africano. L’UA riprende anche gli obiettivi e i principi della CEA e li integra insieme a quelli dell’OUA. Dal summit libico alla Conferenza di Durban i passi sono stati i seguenti:
  • Vertice di Lomé (Togo) del 2000, durante il quale viene adottato l’Atto Costitutivo dell’UA;
  • Vertice di Lusaka (Zambia) del 2001, che stabilisce il programma dell’Unione;
  • Vertice di Durban (Sudafrica), del 2002, durante il quale l’UA viene ufficialmente inaugurata.
Secondo l’Atto Costitutivo dell’Unione, i suoi obiettivi principali sono:
  1. Realizzare una maggiore unità fra gli stati e i popoli dell’Africa;
  2. Difendere la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza dei suoi stati membri;
  3. Favorire la cooperazione internazionale fra i paesi africani e le altre nazioni del mondo tenuto conto della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo;
  4. Promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità del continente africano;
  5. Promuovere i principi e le istituzioni democratiche attraverso la partecipazione popolare e il buon governo degli stati membri;
  6. Promuovere lo sviluppo economico, culturale e sociale durevole dei paesi e delle popolazioni africane così come l’integrazione delle economie dei diversi paesi del continente;
  7. Operare in concertazione con i partner internazionali competenti al fine di sradicare le malattie evitabili e promuovere lo sviluppo delle strutture sanitarie nel continente.
Va aggiunto che uno dei principi ribaditi dall’UA, nell’Atto Costitutivo, e perno fondamentale dell’OUA al momento della sua fondazione e durante la sua quasi quarantennale vita, è l’intangibilità delle frontiere ereditate dalla divisione coloniale dei territori africani.
 
Organigramma torna al sommario
Gli organi e le istituzioni previste dall’Atto Costitutivo (alcuni dei quali ancora in fieri) sono:
  1. La Conferenza, organo supremo dell’Unione, composta dai Capi di Stato o di governo dei paesi membri, o dai loro rappresentanti regolarmente accreditati. Il Presidente della Conferenza è eletto per un anno fra i Capi di Stato o di Governo dei membri dell’Unione;
  2. Il Consiglio Esecutivo, responsabile dinanzi alla Conferenza, formato dai ministri o dalle autorità designate dagli stati membri. Esso assicura il coordinamento e decide le politiche nei campi d’interesse comune degli Stati membri;
  3. La Commissione, composta dal Presidente, dal Vice-Presidente e da 8 Commissari assistiti dai membri del personale dell’Unione. Ogni Commissario detiene un portafoglio. I suoi compiti, numerosissimi, vanno dalla Rappresentanza dell’Unione rispetto ad altre Organizzazioni Internazionale e a stati non-africani, al deposito, nella sua sede, dell’Atto Costitutivo. Le sue attività sono state stabilite a Durban, nel 2002, tramite l’adozione di un apposito regolamento;
  4. Il Consiglio di Pace e di Sicurezza, creato nel 2001 a Lusaka e il cui protocollo è in via di ratifica;
  5. Il Parlamento Panafricano, la cui strutturazione e il cui protocollo sono anch’essi ancora in via di ratifica;
  6. Il Consiglio Economico, Sociale e Culturale, organo consultivo composto dai rappresentanti di differenti categorie socio-professionali provenienti dagli stati membri;
  7. La Corte di Giustizia, i cui ambiti d’intervento sono definiti dal “Protocollo alla Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli Relativo alla Creazione di una Corte Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli”, adottata dall’OUA a Ouagadougou (Burkina Faso) il 10 giugno 1998;
  8. Comitato Tecnici Specializzati si occupa di:
    1. Questioni agricole e di economia rurale;
    2. Questioni commerciali, doganali e immigrazione;
    3. Industria, Scienza, Tecnologia, Energia, Risorse Naturali e Ambiente;
    4. Trasporti, Comunicazioni e Turismo;
    5. Sanità, Lavoro e Affari Sociali;
    6. Educazione, Cultura e Risorse Umane;
  9. Istituzioni Finanziarie, ovverosia:
    1. La Banca Centrale Africana;
    2. Il Fondo Monetario Africano;
    3. La Banca Africana d’Investimento.

 
Attività torna al sommario
Sebbene l’UA sia ancora in una fase transitoria, per il passaggio, il cambiamento e l’adattamento delle vecchie strutture dell’OUA, è da supporre, in virtù dei documenti finora elaborati e delle dichiarazioni d’intenti espresse durante i summit precedenti e successivi al varo dell’Unione nel 2002, che le sue priorità d’azione saranno:
  1. La lotta contro le malattie che devastano il continente africano, e segnatamente l’AIDS, attraverso la realizzazione di un fronte comune contro la detenzione dei brevetti medici da parte delle multinazionali farmaceutiche, così come avvenuto in Sudafrica;
  2. La salvaguardia degli equilibri regionali, in armonia con l’attività delle Nazioni Unite, e il conseguente impegno nella risoluzione dei conflitti armati in corso come quelli nel Sahara Occidentale, nella Repubblica Democratica del Congo o in Sudan. Da sottolineare, a questo proposito, il ruolo di mediazione già assunto dall’OUA nel conflitto algero-marocchino del 1963, e quello più recente nella guerra fra Eritrea ed Etiopia.
Malgrado ciò, l’Unione Africana resta un’istituzione in massima parte “virtuale” a causa delle difficoltà operazionali che incontra nella messa in atto di una politica generale comune agli interessi di tutti gli stati membri. Le condizioni di povertà di questi ultimi, le situazioni d’indebitamento con l’estero e di dipendenza neocoloniale sia da altri organismi internazionali, come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale; sia dalle potenze ex-coloniali, come la Francia, il Belgio e la Gran Bretagna, o da quelle che si affacciano con intenti tutt’altro che “altruisti” nei confronti della realtà africana – gli Stati Uniti –, rendono assai ardua l’attuazione dei principi e dei progetti dell’UA.
Non è d’altra parte da escludere che al suo interno sia in atto una “lotta” per la leadership continentale alla quale partecipano, in modo diverso, la Libia, la Nigeria e il Sudafrica.

Sito Web
African Union www.africa-union.org
 

 

 
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