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Emirati Arabi Uniti: quale soluzione per la crisi dei prezzi?
La crisi dei prezzi dei generi alimentari avvenuta nei primi mesi del 2008 ha avuto sugli Emirati Arabi Uniti pesanti conseguenze. Secondo uno studio pubblicato a luglio 2008 dalla Camera di Commercio di Dubai, nell’ultimo anno il prezzo della farina è aumentato del 57%, il riso del 44%, il pane del 36%, le uova del 49% e il latte in polvere del 35%; per altri prodotti, come la farina di mais, l’incremento rispetto al 2007 è stato addirittura superiore al 150% . Questi dati, pur analizzati in un contesto di crescita dei prezzi a livello globale, lasciano aperti alcuni interrogativi. Innanzitutto, l’impennata dei prezzi a Dubai è stata di gran lunga superiore a quella registrata in molti altri paesi del mondo arabo: in Egitto, ad esempio, la crescita media dei prodotti alimentari è stata del 20,5% . Un’altra anomalia riscontrata negli Emirati è che, a seguito della diffusione nel giugno 2008 dei dati (positivi) sui raccolti nei paesi produttori, non c’è stata alcuna riduzione dei prezzi nella vendita al dettaglio. Questo quadro generale è ulteriormente offuscato dalle previsioni di crescita dei prezzi alimentari nella piccola monarchia del Golfo. Una ricerca pubblicata dal prestigioso settimanale “The Economist”, infatti, indica che nei prossimi anni nel mondo i prezzi continueranno a salire, ma con indici sicuramente più bassi di quelli dei primi mesi del 2008. L’unica eccezione saranno gli Emirati, dove l’ascesa dei prezzi rimarrà sui livelli attuali e continuerà almeno fino al 2015. Le cause della crisi emiratina sono essenzialmente legate all’inflazione che cresce in media del 10% l’anno e alla totale dipendenza del paese dai mercati internazionali per l’approvvigionamento alimentare. L’assenza di terra arabile e acqua, infatti, impedisce agli EAU di poter sviluppare il settore agricolo e costringe la monarchia a rivolgersi all’estero per l’acquisto del cibo. L’aumento del costo delle materie prime, quindi, ha avuto gli effetti più gravi proprio sull’economia di quei paesi, come gli EAU, che dipendono dalle importazioni per garantire il consumo alimentare della popolazione. La crescita dell’inflazione, invece, è dovuta alla struttura economica degli Emirati, basata sulle esportazioni di petrolio. La vendita del greggio, infatti, genera ricchezza perché permette un continuo afflusso di denaro nel paese, ma produce anche inflazione, le cui conseguenze sono avvertite dai ceti sociali economicamente più deboli, primo fra tutti quello degli immigrati impiegati nel settore edilizio. Il provvedimento preso dal governo per tamponare nel breve periodo l’impennata dei prezzi è stato la stipula di un accordo con le organizzazioni nazionali di commercianti, che si sono impegnati a congelare il costo di alcuni prodotti alimentari in vendita nei supermercati del paese. Inoltre, il governo degli EAU pare intenzionato a seguire la strategia di approvvigionamento alimentare adottata da Arabia saudita e Bahrain, ovvero acquistare fattorie in paesi dalle grandi potenzialità agricole ma in difficoltà sul piano economico, come Pakistan, Sudan, Uzbekistan e Senegal. L’obiettivo di questa politica è ottenere un canale privilegiato e sicuro per le importazioni di prodotti agricoli a basso costo. Autore: Piero Spinucci
Sommario
Potenzialità produttive e fabbisogno Bilancia alimentare Politiche governative per la sicurezza alimentare Rassegna stampa internazionale GULF NEWS _ Why food prices have not come down in UAE _ Food prices continue rising in Dubai ECONOMIC TIMES _ India’s rice ban export lead to food crisis in UAE” KHALEEJ TIMES _ UAE urged to create food reserves RUPEE NEWS _ UAE buys $5 billion farms in Pakistan to avoid food crisis
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