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La corsa al nucleare nel golfo persico
Si è ufficialmente aperta la corsa al nucleare nel Golfo Persico. Complice una congiuntura internazionale favorevole sotto il profilo economico e finanziario, buona parte dei governi dell’area hanno ufficialmente espresso il loro interesse a ricercare forme di cooperazione internazionale per sviluppare la produzione di energia dall’atomo. La strada è stata aperta nel dicembre 2006 da un documento siglato da tutti i membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC – Gulf Cooperation Council), l’Organismo di coordinamento delle politiche economiche e commerciali fondato nel 1981 tra i governi di Oman, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti . Il documento in questione esprimeva un consenso unanime per la necessità di favorire una diversificazione energetica, a servizio dei bisogni delle società e delle economie dei governi dell’area. Ed individuava nell’atomo lo strumento privilegiato per anticipare una domanda di energia prevista in forte ascesa nel prossimo ventennio. Un documento di semplici raccomandazioni, quindi, ma che ha avuto l’effetto di rompere un tabù: per la prima volta si è contemplata l’ipotesi di un investimento massiccio, di portata regionale, sull’energia atomica, in uno scenario nel quale la proliferazione e la minaccia delle armi di distruzione di massa si faceva sempre più pressante. Autore: Gianluca Ansalone
Sommario
Introduzione Lo scenario geoeconomico regionale Quale nucleare? Lo scenario geopolitico Gcc e nucleare: rischi ed opportunità Conclusioni
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